Archivi e Musei Storici, là dove nasce l’Heritage

Heritage come eredità e come patrimonio. Quindi anche come valore. Un valore che nel caso specifico delle imprese storiche assume rilevanza fondamentale di testimonianza della propria secolare attività, e che diviene prezioso strumento di comunicazione. Insomma, un punto di forza dell’impresa, troppo importante per non essere preso in considerazione.

 

Come comunicare quindi l’eredità di una impresa, un’eredità che assurge a ruolo strategico di celebrazione del passato” anche attraverso un processo dinamico di conservazione, «riscrittura» e cancellazione selettiva del passato stesso?

Alcuni spunti interessanti arrivano da un ricerca condotta dal Centro Studi del Touring Club Italiano, nel quale si legge che la trasmissione della «memoria organizzata» dell’impresa è frutto di un processo intenzionale e selettivo di «costruzione» e rappresentazione della storia aziendale, a partire dagli aspetti che i vertici dell’impresa sono interessati a tramandare nel tempo.

l posizionamento temporale dei marchi storici può variare sulla base della tipicità temporale del marchio. L’Historical brand, ad esempio, è un marchio proveniente dal passato, antico o portatore di una significativa longevità storico; il Retro-brand è un marchio le cui connotazioni si riferiscono a una specifica epoca storica, perseguendo un effetto “nostalgia”. C’è poi l’Iconical brand,  marchio “cult”, che esprime speciali potenzialità in termini di storytelling/narrazione secondo modalità mitologiche (ovvero “senza tempo”). Infine c’è l’ Heritage brand: marchio la cui “eredità” connette strategicamente passato, presente e futuro.

Gli strumenti per valorizzare appieno l’Heritage sono essenzialmente due: gli Archivi storici e i Musei d’Impresa.

L’archivio storico, è una “struttura permanente che raccoglie, inventaria e conserva documenti originali di interesse storico” (contabili, amministrativi, produttivi etc) e ne assicura la consultazione per finalità di studio e di ricerca. Diverso da una pura “raccolta” di documenti, può essere gestito autonomamente dall’impresa, che si fa carico dei relativi oneri organizzativi o affidato, in parte o in toto, a una gestione esterna (associazione/fondazione, Archivio di Stato/altri istituti di archivistica). Le funzioni dell’archivio storico consistono nella concentrazione selezione e ordinamento del materiale documentale di interesse storico; nel supporto informativo all’impresa; nell’assistenza alla consultazione interna ed esterna; nella realizzazione di servizi a corredo (pubblicazioni, merchandising, eventi, corsi di formazione, ricerche etc.). Ma anche nella comunicazione e promozione della storia/cultura d’impresa.

Il Museo d’Impresa, è definito una “istituzione permanente, al servizio della società e del suo sviluppo, aperta al pubblico e che effettua ricerche concernenti le testimonianze materiali e immateriali della storia d’impresa”, le conserva, le comunica e le espone a fini di studio, di educazione e di diletto (cfr. International Council of Museums – ICOM, 2004). Diversamente da una semplice “collezione” (privata) e da un archivio, è portatore di esplicite finalità di comunicazione. In molti casi, la collezione o l’archivio storico sono il serbatoio documentale di partenza per la sua istituzione.

Le funzioni del Museo sono la raccolta, conservazione ed esposizione del materiale di interesse storico (prodotti, brevetti,progetti etc.); la comunicazione verso i pubblici interni ed esterni; la documentazione/ricerca/formazione interna ed esterna; la funzione di “contenitore” per attività di rappresentanza; la realizzazione di servizi e strumenti a corredo (pubblicazioni, merchandising, eventi, prestiti etc.).

I Musei d’Impresa possono essere aziendali privati vs pubblici, costituiti da aziende pubbliche o enti locali (es.: Museo Storico delle Poste e Telecomunicazioni a Roma); Musei d’impresa (mono-aziendali) o pluri-aziendali: industriali (settore) (es. Museo Nazionale dell’Automobile di Torino); distrettuali (territorio), spesso gestiti per iniziativa delle istituzioni locali (es.: Museo dello Scarpone e della Calzatura Sportiva nel distretto di Montebelluna; es.: Terra di Motori-Motor Valley in Emilia Romagna etc.).

Quali sono infine i punti di forza gestionali di un progetto di Heritage? Si possono riassumere nell’Integrazione museo-archivio storico; nella gestione affidata a personale specializzato; nel collegamento con i settori aziendali strategici (marketing o comunicazione); nel servizio interno all’azienda;  nella capacità di “fare rete” (territorio, opinion leaders, istituzioni culturali e formative etc.); nella Integrazione di funzioni espositive e “formative”.

Fonte: Centro Studi Touring Club Italia