Modelli di business, se ne parla in convegno a Firenze

Un appuntamento importante - come conferma Clara De Braud , moderatrice del dibattito e docente di Strategia e Politica Aziendale all’ Università Cattolica - anche per focalizzare le attuali relazioni tra sistema bancario e realtà ultracentenarie.
 
Il convegno “Quando il passato intercetta il futuro”, in programma il 21 giugno a Palazzo Incontri Firenze, si qualifica come appuntamento fondamentale per le tematiche dedicate alle imprese storiche italiane. Moderato da Clara de Braud (che ricopre anche il ruolo di Segretario Generale AICIB - Associazione Italiana Corporate & Investment Banking)), vedrà la presenza di alcuni dei massimi accademici italiani chiamati ad affrontare le problematiche dell’attuale panorama finanziario e industriale nazionale. 
 
Si tratta di un incontro di notevole importanza per la qualificata presenza dei relatori e per il momento che stiamo vivendo come Paese, in cui le imprese faticano spesso a trovare nuove formule competitive, pressate come sono dall’accelerazione del sistema di produzione a livello mondiale - afferma Clara De Braud -Negli ultimi due anni  la crisi finanziaria  ha obbligatoriamente modificato i criteri di relazione tra il sistema bancario e d’impresa, in quanto gli elementi economico-finanziari espressi dai bilanci non sono più in grado di esprimere la reale capacità dell’impresa di affrontare la crisi e presidiarla. Inoltre le richieste di finanziamento delle imprese sono soggetti a criteri di valutazione estremamente selettivi. Quasi tutte le banche negli ultimi anni stanno dedicando attenzione e impegno per valorizzare le competenze dei responsabili corporate all’interno dei processi di riorganizzazione, proprio per aumentare il  dialogo con il mondo imprenditoriale che deve poter trovare sia capacità d’ascolto, sia profili bancari in grado di leggere il valore d’impresa anche attraverso elementi intangibili”.
 
All’interno di questo scenario, le imprese storiche italiane giocano sempre più un ruolo strategico - tanto delicato quanto virtuoso – ponendosi come modelli di riferimento. “Le imprese storiche rappresentano un singolare esempio di come abbiano saputo nel tempo salvaguardare e valorizzare alcune delle principali espressioni di valore: la continuità della mission, l’orgoglio del marchio, l’ancoraggio al territorio, l’eccellenza nella produzione, l’internazionalizzazione – spiega De Braud - Da questo punto di vista la stretta interazione esistente nel sistema economico tra imprese e banche può trovare un modello virtuoso di riferimento nella capacità delle imprese storiche di aver sviluppato la propria storia condividendo con il sistema bancario i passaggi della propria evoluzione, quelli di crescita e quelli di flessione. Il patrimonio di esperienze, errori e intuizioni, le scelte fatte negli anni e i processi di cambiamento attuati possono rappresentare delle linee guida ed è una ricchezza che deve essere messa a disposizione di quelle imprese che sono alla ricerca di una nuova identità”.
 
Il convegno di Firenze vedrà la presenza di docenti, esperti e rappresentanti del mondo delle imprese di chiara fama nazionale e internazionale:  Carlo Altomonte, Andrea Colli e Stefano Zorzoli (Università Bocconi), Piero Roggi (Università di Firenze), Massimo Macchi (Borbonese Spa), Giuseppe Morbidelli (Fondazione Cesifin Alberto Predieri), Angelo Iaselli (economista), Sandro Santi (Ordine Commercialisti ed Esperti Contabili di Firenze), Pina Amarelli (Amarelli 1731).
 
Per iscriversi al convegno: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., 338 6270044, fino ad esaurimento posti.  www.unioneimpresestoriche.it