Il Premio Apollonio diventa un volume

foto apollonio“Uno dei primi volumi del 2021, che, ma ci vuol poco, sarà sicuramente un anno migliore del 2020 per tante ragioni, con tante testimonianze, come la mia, che raccontano della Puglia e di pugliesi, tra i quali ci sono anche Helen Mirren (attrice premio Oscar con Masseria in Puglia), John Turturro (l’attore italo-americano di padre pugliese) e Ferzan Ozpetek, che è un pugliese di una Puglia molto esotica (e cittadino onorario di Lecce per il film “Mine vaganti”). Con i migliori auguri per l’anno appena iniziato”. Ecco, nelle parole dell’attore italiano Sergio Rubini, tra i protagonisti nei panni di autore, il volume “Puglia, una storia da Premio”, voluto dai fratelli viticoltori Massimiliano e Marcello Apollonio, alla guida della cantina Apollonio 1870. E che racconta il Premio Apollonio, nato per rendere omaggio ai pugliesi che hanno dato lustro alla loro terra in campo artistico, letterario, cinematografico, giornalistico, culturale, con la partecipazione di tutti gli artisti che si sono esibiti in un riconoscimento storico per la Puglia. E che “da Domenico Modugno a Carmelo Bene, da Rodolfo Valentino ad Aldo Moro, sono tra i dieci grandi cittadini pugliesi che lo avrebbero certamente meritato negli anni passati e che vi sono raccontati da chi ne è stato insignito in tempi più recenti”, come ricorda Francesco De Gregori, tra tanti testimonial d’eccezione come Giuliano Sangiorgi, Emilio Solfrizzi, Antonio Caprarica, Renzo Arbore, Ennio Capasa e Lunetta Savino, accanto al conduttore del Premio Neri Marcorè e Lillo, di Lillo e Greg, autore dei disegni con Pasquale del Vecchio, mentre la “Donna con rosa” in copertina è un olio su tavola di Franco Battiato. Il risultato, scrive ancora il grande cantautore, “è una lettura in filigrana di una Regione luminosa, ricca non solo di vigneti e di olivi millenari, ma anche di umanità e di musica, di storia e di cultura”.
Siamo fierissimi dei nostri premiati di questi quindici anni (l’edizione di quest’anno, in tempo di pandemia, sarebbe stata la n. 16, ndr) - raccontano nel volume i fratelli Apollonio - ma ci restava un cruccio: non poter più consegnare il nostro riconoscimento a una schiera di conterranei che hanno reso grande la Puglia non solo in Italia, ma nel mondo intero, e che purtroppo ci hanno già lasciato. Così, in quest’anno difficile in cui cade il nostro compleanno n. 150, abbiamo deciso di rimediare in qualche modo a questo vuoto, chiedendo ad alcuni dei nostri premiati di consegnare idealmente il Premio Apollonio a quei pugliesi che hanno scritto una parola definitiva e luminosa nel loro campo d’azione. E collegata in qualche modo ai talenti dei premiati di oggi. Queste pagine sono la storia di queste connessioni capaci di superare il tempo e lo spazio”.

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