Creatività - Ottobre 2020

 

creativitaIl vocabolario Devoto-Oli ci dice che la creatività è una “capacità produttiva della ragione e della fantasia”. Il punto di vista etimologico aggiunge che la parola creatività deriva dal verbo “creare”, che a sua volta sta per “dar origine, far sorgere, suscitare”. Così si può dire che creatività significhi generare qualcosa di nuovo partendo da elementi

disorganizzati tra i quali, grazie alla ragione e alla fantasia, o meglio grazie alla loro interazione, qualcuno intravede e osserva delle possibili connessioni.

Connessioni che a loro volta producono un’idea che viene realizzata dopo averne verificato la fattibilità, magari a seguito di una molteplice ridefinizione dei suoi tratti iniziali.

Chiamando in causa la fantasia, ossia la capacità di intravedere qualcosa al di là del reale, si potrebbe pensare che la creatività possa essere un territorio riservato agli artisti, magari dimenticando che anche l’imprenditore e coloro che lavorano in azienda sono artisti nel momento in cui esercitano la loro inventiva nell’arte della produzione.

Invero, ogni attività aziendale si contraddistingue per dosi di creatività più o meno massicce. Essa agisce nella definizione della visione aziendale attraverso una “rielaborazione” del futuro, alla luce del divenire del contesto ambientale in cui l’impresa opera. Dipinge la missione aziendale e ne traccia la strategia per perseguirla in coerenza con i valori aziendali. Abita nei processi di innovazione che a periodi alterni ridefiniscono il profilo aziendale, ma anche nei processi di miglioramento continuo connessi all’apprendimento organizzativo nel fare le cose che sono da fare. Vive nella logica problem solving dell’organizzazione nella ricerca di soluzioni nuove per problemi vecchi e nuovi. Trova linfa vitale nei momenti di svolta, di crisi, e nell’introduzione di vincoli e limiti all’agire.

Ma al di là del percorso creativo classico richiamato, quello sviluppato in un lasso temporale che consente di percorrere tutte le tappe creative dalla generazione dell’idea, alla sua verifica per giungere alla sua realizzazione, la vita porta l’azienda a doversi misurare con l’imprevedibile. Ecco allora che entra in gioco una parente stretta della creatività, l’improvvisazione, ovvero la capacità di far coincidere temporalmente pensiero e azione per dare risposte immediate ad un problema che si è determinato in modo imprevisto, allo stesso modo in cui i jazzisti sanno ridefinire la partitura in tempo reale a fronte di un cambiamento o un errore di uno dei componenti il gruppo.

Disporre di un’organizzazione nella quale la creatività e la capacità di improvvisazione siano diffuse consente all’impresa di muoversi più agevolmente nei complessi contesti che la modernità continuamente propone, con le conseguenti sfide per l’azienda.

A questo proposito occorre tener presente che tutti i partecipanti alla rete d’impresa possono fornire un contributo creativo ai processi aziendali. La creatività infatti scaturisce dall’interazione tra le persone che lavorano in azienda, la variegata realtà dei partner e il multiforme gruppo dei clienti, ognuno per il proprio ruolo e con il proprio sentire.

Perché questo avvenga è necessario però che l’organizzazione disponga di una leadership creativa.

Leadership fondata sui valori dell’ascolto, del cambiamento, della diversità, del senso del noi, dell’umiltà, del dubbio e della fiducia. Leadership tollerante dell’errore e dell’ambiguità, che sa creare un clima aziendale contraddistinto da serenità, armonia, divertimento e entusiasmo. Leadership che ama mettersi in gioco, sa ridere di sé, come pure sa non prendersi troppo sul serio, oltre che dare un senso al tempo senza misurarlo.

Le idee con le innovazioni che portano con sé, stanno ovunque, ma sono invisibili. Sono nell’aria. In realtà, basta saperle vedere con la forza del sogno e della fantasia creando spiragli nella razionalità dei processi decisionali. Spiragli che magari aprono la porta a semplici associazioni mentali innovative tra elementi apparentemente tra loro sconnessi e, perché no, alla serendipity, al ritrovamento sulla strada che si sta percorrendo di idee impreviste e imprevedibili che viaggiano in direzioni diverse da quelle cercate. Come è avvenuto per le maschere da sub adattate alle terapie sub-intensive durante la prima ondata Covid 19.

Parole e conchiglie 2020C